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03 giugno 2013
 

 


IVA 22%

 

Uno studio Adiconsum calcola l'aumento di spesa     

Nonostante l’impegno del Ministro dell’Economia, Saccomanni, di evitare l’aumento dell’Iva al 22% dal  prossimo 1° luglio come da decisione del passato Governo, la probabilità che l’aumento ci sia è reale.


Sebbene, gli effetti del nuovo incremento siano difficili da stimare, Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionaleha calcolato il maggior costo sopportato dalla famiglia media, considerando sia la variabile territoriale che reddituale.

La nostra elaborazione sulla spesa media annuale delle famiglie italiane con l’Iva al 22% secondo la variabile territoriale – prosegue Giordanoha evidenziato un aggravio pari a 96,65 euro. Considerando che l’incremento sarà in vigore dal II semestre del 2013, la maggiore spesa media in Italia sarà di 48,32 euro.

A livello territoriale la spesa sarà così ripartita:


 

> spesa annuale per Iva 22%

Nord-ovest

116,84 euro

Nord-est

113,72 euro

Centro

95,12 euro

Sud

75,82 euro

Isole

57,69 euro

La nostra elaborazione svolta tenendo conto della categoria professionale, quindi su base reddituale - continua Giordanoha evidenziato un aumento di spesa annuale a seguito dell’aumento dell’Iva, che va da 141,26 a 76,53 euro. Considerando che l’incremento sarà in vigore dal II semestre 2013, la maggiore spesa a seconda delle varie categorie professionali sarà compresa tra 70.63 e 33,97 euro.

A livello reddituale:


 

Imprenditore/
professionista

Lavoratore in  proprio

Dirigente/
impiegato

Operaio

Pensionato

Altro

Iva 22%

141,26 euro

115,53 euro

127,91 euro

102,27 euro

76,53 euro

67,94 euro

                                                          

L’aumento dell’IVA, se confermato – continua Giordanoporterebbe comunque un aggravio per le famiglie, in un momento in cui al contrario è necessario riportare a livelli accettabili il loro potere d’acquisto, per rilanciare i consumi e quindi la produzione e a seguire l’occupazione. Ormai è provato che l’aumento di tassazione comporta un decremento del gettito dovuto alla contrazione dei consumi.

Considerando poi che l’IVA è la tassa più evasa – conclude Giordano - si può ipotizzare con la quasi assoluta certezza che l’aumento dell’IVA al 22% non solo sarà inutile, ma anche dannoso per il Paese. Sarebbe più opportuno ripristinare un’aliquota maggiorata, rispetto a quella ordinaria, sui beni di lusso al 25%. 

 

Ecco l’elenco dei prodotti interessati dall’aumento dell’Iva al 22%:

-       alcuni prodotti alimentari, tra cui vino, birra, bibite

-       tabacco e sigarette

-       cd musicali e dvd (i libri hanno aliquota agevolata), e-books, cinema, teatro, concerti e spettacoli in genere

-       prodotti per la casa e per l’igiene personale

-       abbigliamento e tessili in generale, calzature, valigeria, orologeria e gioielleria, elettrodomestici, hi-fi e computers, telefonia,  casalinghi, giocattoli, materiali edili (i servizi edili hanno aliquota agevolata)

-       veicoli (auto, moto, ciclomotori e biciclette, natanti), carburanti, assicurazioni

-       energia elettrica, telecomunicazioni, gas (GPL, metano da riscaldamento, mentre la quota stimata per cottura ha aliquota agevolata), trasporti (tutti)

-       servizi dei liberi professionisti (esclusi medici e prestazioni diagnostiche che godono di aliquota agevolata), servizi di artigiani come riparazione e manutenzione della casa, dell’auto ecc., servizi di parrucchiere, barbiere, istituti di bellezza, palestre.

 


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