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13 ottobre 2014
 

 


FURTO D'IDENTITA'

 

Poco conosciuto, ma in aumento. I risultati di Me is mine      

Si è concluso il progetto europeo Me is Mine-Identity theft Observatory model” nato con l’obiettivo di incrementare la conoscenza del furto d’identità. Il progetto, cofinanziato dalla Commissione europea-DG Affari Interni, è stato coordinato per l’Italia da Adiconsum, e per la Romania dall’associazione dei consumatori rumena A.N.P.C.P.P.S, partner del progetto.

 

Dai dati emersi– dichiara Pietro Giordano, Presidente Nazionale Adiconsum – risulta chiaramente che il livello di conoscenza del fenomeno è assolutamente insufficiente. Il furto d’identità, ossia il furto e l’utilizzo indebito dei dati personali, si manifesta con modalità ogni volta diverse ed imprevedibili, sia nella vita reale che in quella virtuale, e non è solo appannaggio di chi naviga in rete. Anzi esso provoca i maggiori danni proprio a coloro i quali non sono in possesso di una sufficiente alfabetizzazione digitale. Tutto ciò in questi anni non ha fatto altro che elevare il numero dei furti.

Il progetto ha previsto l’istituzione di un Osservatorio permanente in Italia e in Romania, con la partecipazione attiva di stakeholders quali Abi, Guardia di Finanza, Crif, ecc., la realizzazione di due guide, di cui una rivolta ai ragazzi, l’apertura di un sito internet dedicato e la disponibilità di un servizio di Infopoint.

Risultati dell’Infopoint Me is Mine:

·       200 chiamate da marzo 2013 a settembre 2014

·       49% donne e 51% uomini

·       46% chiamate dal centro Italia; 37% dal Nord; 17% dal Sud e isole

·       16% consumatori di età compresa tra 18 e 25 anni; 25% tra 26 e 35 anni; 16% tra 45 e 55 anni; 19% oltre i 56 anni

·       31,7% ha richiesto assistenza per un furto d’identità.

·       15,9% ha subito la clonazione della carta di credito: 14,3% ha subito il furto di un documento d’identità

Per combattere il fenomeno del furto d’identità che tante vittime miete, causando un danno non solo economico, ma anche sociale ed emotivo – conclude Giordano – c’è bisogno di realizzare una massiccia campagna informativa a tutti i livelli, che coinvolga, insieme alle associazioni consumatori, anche le industrie produttrici di apparecchi tecnologici ed i fornitori di servizi quali enti, banche e poste, per diffondere il più possibile istruzioni corrette su come fare a tutelare, sempre e nel migliore dei modi, i propri dati sensibili. D’altro canto, l’Unione europea deve regolamentare la materia del furto d’identità, nelle sue varie sfaccettature.

 


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