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La conciliazione paritetica è frutto di un accordo realizzato fra Associazioni dei Consumatori riconosciute - quale ADICONSUM - ed Aziende, sulla base di specifici Accordi (Protocolli di Intesa) sottoscritti dalle Parti.

Tali Accordi - nei settori in cui è previsto - sono anche riconosciuti dalle Authority. I Regolamenti attuativi dei Protocolli prevedono un procedimento di conciliazione in cui il consumatore è rappresentato da un conciliatore Adiconsum che lo assiste e l'azienda da un proprio conciliatore. Negli incontri, che possono avvenire anche on line, i conciliatori delle due parti cercano di individuare un accordo che - se raggiunto - viene inserito in un verbale vincolante sia per il consumatore che per l'azienda, ponendo così fine alla controversia. Se l'accordo non viene raggiunto viene ugualmente redatto apposito verbale che consente di proseguire il reclamo nelle opportune sedi giudiziarie, che oggi in molti casi prevedono il ricorso preventivo alla mediazione.

È bene sapere che, in alcuni settori, ben il 96% delle conciliazioni paritetiche va a buon fine.


PER CONCILIARE CONTATTA UNA DELLE NOSTRE SEDI

 

Adiconsum conciliazioni Cosa sono le CONCILIAZIONI PARITETICHE?


Che cos’è

E’ un metodo di risoluzione extragiudiziale delle controversie, che consente alle parti – consumatore e azienda, tramite i propri rappresentanti – di confrontarsi al fine di trovare una soluzione condivisa e realmente soddisfacente per entrambe, in tempi rapidi ed in maniera economica, evitando il ricorso in giudizio.


Come funziona

La procedura di conciliazione è disciplinata da un Accordo/Protocollo d’intesa tra Associazione dei Consumatori e Azienda, e da un apposito Regolamento di Conciliazione che disciplina le modalità pratiche di svolgimento della procedura in tutte le sue fasi.

 Una Commissione di Conciliazione, composta da un rappresentante per parte, gestisce la procedura conciliativa, coadiuvata da un’apposita Segreteria per la gestione delle pratiche. E’ predisposto, inoltre, un elenco dei Conciliatori, istruiti tramite appositi corsi di formazione.


La procedura

Per poter accedere alla conciliazione, è necessario che il consumatore abbia preventivamente presentato un reclamo – direttamente o tramite l’Associazione dei Consumatori – all’Azienda, al quale non sia stata data risposta entro un dato termine o la stessa risposta non sia considerata soddisfacente.

In tal caso il consumatore può presentare una domanda di conciliazione all’Associazione dei Consumatori, la quale, verificate le condizioni di ammissibilità della richiesta e l’esistenza dei presupposti per darvi seguito, svolge una prima analisi del caso.

La Commissione di Conciliazione (la quale, preliminarmente alla formalizzazione della domanda di conciliazione, può eventualmente decidere di discutere e risolvere il caso per le vie brevi ed in modo informale) formalizza la procedura ed esperisce il tentativo di conciliazione (entro il termine determinato dai singoli Protocolli/Regolamenti, che decorre dalla data di ricezione della domanda da parte dell’Azienda – alla quale viene inviata dall’Associazione dei Consumatori –), assumendo, anche mediante l’ascolto del consumatore, tutte le informazioni necessarie alla risoluzione della controversia, e riunendosi, a tal fine, anche a distanza.


Verbale di conciliazione/mancato accordo

Se il tentativo di conciliazione ha esito positivo, la Commissione di Conciliazione sottoscrive il verbale di conciliazione, avente efficacia di accordo transattivo ex art. 1965 c.c. Nel caso in cui il tentativo di conciliazione fallisca, viene invece redatto un verbale di mancato accordo.


Costi

La procedura di conciliazione paritetica è gratuita, e non comporta oneri per il consumatore, fatta salva l’eventuale iscrizione all’Associazione dei Consumatori cui si conferisce mandato.


Adiconsum conciliazioni Cos'è la MEDIAZIONE?


Che cos'è

  E’ l’attività professionale, svolta da un organismo terzo e imparziale - il mediatore -, finalizzata ad assistere le parti nella ricerca di un accordo amichevole e nella formulazione di una proposta per la composizione di una controversia, senza, tuttavia, il potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti.

 
Tipi di mediazione

 La mediazione può essere: facoltativa, cioè scelta dalle parti, a patto che si tratti di controversie su diritti disponibili o demandata, quando il giudice, a cui le parti si sono già rivolte, le invita al previo tentativo di mediazione. Vi sono poi delle materie in cui l'azione giudiziaria deve essere necessariamente preceduta dal tentativo di mediazione che per questo motivo è definita obbligatoria. Queste materie sono: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi bancari e finanziari.

 
Come funziona

 Il procedimento prende il via con una domanda presentata dal soggetto interessato presso uno degli organismi di mediazione che si trovano nel luogo in cui è situato il giudice territorialmente competente per l'eventuale instaurazione della causa di merito. Una volta ricevuta la domanda l'organismo, entro 30 giorni, Fissa il primo incontro tra le parti, A cui ne potranno seguire degli altri mirati alla composizione stragiudiziale della controversia. Il procedimento di mediazione non può comunque durare oltre i tre mesi che decorrono dal deposito della domanda di mediazione. In ogni caso è fatta salva la possibilità di richiedere al giudice i provvedimenti che secondo legge sono urgenti o comunque indilazionabili.

 
Verbale di accordo/mancato accordo

 Il verbale di accordo, raggiunto con la collaborazione del mediatore e sottoscritto dallo stesso e dalle parti, e’ omologato dal giudice e diventa esecutivo. In caso di mancato accordo il mediatore può presentare una proposta di risoluzione della lite, se le parti concordemente lo richiedono (o laddove il regolamento dell’organismo di mediazione lo preveda), che le stesse restano libere di accettare o meno. Tuttavia, se la proposta non viene accettata e il processo davanti al giudice viene iniziato, qualora la sentenza corrisponda alla proposta, le spese del processo saranno a carico della parte che ha rifiutato ingiustificatamente la soluzione conciliativa.

 
Costi

  La mediazione ha un costo che si compone di spese di avvio del procedimento (40 € per ciascuna parte, da depositarsi all'atto della domanda o dell’adesione alla procedura) e spese di mediazione (indennità), che variano a seconda del valore della lite, e che comprendono l’onorario del mediatore e i costi di amministrazione della procedura. Le indennità dovute agli organismi di mediazione pubblici sono stabilite dalla Tabella A allegata al D.M. 180/2010, e sono comunque derogabili nel minimo. Gli organismi di mediazione privati, invece, possono stabilire liberamente gli importi, ma le tariffe devono essere sempre approvate dal Ministero della Giustizia.

 

 

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