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AUTO E STRADE INTELLIGENTI: A RISCHIO LA PRIVACY DEGLI AUTOMOBILISTI?
AUTO E STRADE INTELLIGENTI: A RISCHIO LA PRIVACY DEGLI AUTOMOBILISTI?
06 novembre 2017

Le nuove tecnologie possono apportare grandi benefici allo stile di vita del consumatore; negli ultimi tempi si parla molto di auto smart che, attraverso una connessione internet, sono in grado di comunicare con altri autoveicoli e con infrastrutture di trasporto al fine di migliorare lo scorrimento stradale, ridurre le emissioni e aumentare il livello di sicurezza stradale.

 

Da questi gradi vantaggi, però, derivano anche potenziali pericoli.

Nello specifico, le Autorità europee per la protezione dei dati hanno espresso un parere sul sistema di trasporto intelligente C-ITS, progetto della commissione europea che riguarderà, dal 2019, le autovetture in circolazione sul territorio dell’Unione.

 

Pur riconoscendo i vantaggi scaturiti dall’Internet of things (Iot) applicata a veicoli e strutture stradali, i Garanti della privacy europei hanno sollevato perplessità sulla nuova tecnologia che rischia di compromettere la sicurezza dei dati personali durante gli spostamenti in macchina.

I veicoli che utilizzano il C-ITS, infatti, trasmettono continuamente informazioni sulle abitudini di guida del conducente e sulla posizione esatta del mezzo; un’enorme mole di dati che passa incessantemente da individuo a individuo attraverso i sistemi progettati delle aziende di Iot.

 

Per scongiurare il pericolo di uno scenario orwelliano, i Garanti chiedono maggiore trasparenza affinché gli automobilisti possano mettersi al volante senza temere di essere continuamente spiati; in particolare devono essere garantiti:

 

·      la piena trasparenza sugli usi e finalità del trattamento dei dati adoperato dalla piattaforma e da tutti gli altri soggetti coinvolti

 

·      la possibilità di spegnere il C-ITS o impostare opzioni personalizzate

 

·      un maggiore livello di controllo sullo scambio di dati personali con particolare riferimento allo standard Peer to Peer utilizzato dal C-ITS

 

·      precise indicazioni sui periodi di conservazione dei dati elaborati e vietare la creazione di un database centralizzato

 

·      l’adozione di una normativa valida a livello comunitario.



 

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