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TV: IN ARRIVO UN NUOVO SWITCH-OFF. QUALI COSTI PER I CONSUMATORI?
TV: IN ARRIVO UN NUOVO SWITCH-OFF. QUALI COSTI PER I CONSUMATORI?
Adiconsum chiede di riorganizzare il CNID e di scongiurare nuovi costi per i consumatori
06 novembre 2017

Ormai è certo, siamo alle porte di un nuovo switch-off per la TV che avverrà fra il 2020 e il 2022. Come specificato nella legge di bilancio che si sta per approvare, per attivare il 5G, la tecnologia di telefonia mobile cioè che permette di navigare su internet ad una super velocità, è necessario utilizzare la banda a 700MHz, ora utilizzata per le trasmissioni televisive.


Affinché le emittenti continuino a trasmettere in digitale terrestre, occorrerà comprimere la potenza trasmissiva, utilizzando il DVB-T2 codec HEVC al posto dell'attuale DVB-T.


Sarà uno switch-off drastico, perché le due modalità trasmissive non possono coesistere e sarà, quindi, necessario spegnerne una per accendere l’altra.  Con quali conseguenze? Le conseguenze saranno che i consumatori non vedranno più nulla con l’antenna terrestre se non avranno un televisore o un decoder DVB-T2 con codec HEVC.


Dopo 6 anni dal precedente switch-off, insomma, si chiedono nuovi sacrifici ai consumatori e Adiconsum ritiene sia necessario ridurli al minimo.


L’evoluzione tecnologica è indispensabile, lo chiede anche l’Europa, ma l'assistenza agli utenti deve essere massima, l’informazione precisa e gli incentivi devono essere erogati con giustizia ed equità.


Mancano ancora 3 anni alla data prevista per l’inizio dello switch-off, ma le cose da fare sono molte ed è necessario aprire la discussione fra tutti gli stakeholder per non farsi cogliere impreparati.


Ad avviso di Adiconsum, tre sono le misure che dovranno essere attuate nell’immediato:

·      nuovi bollini da apporre sui televisori per dare informazioni corrette ai consumatori sulla tipologia del televisore da acquistare, garantendo la compatibilità con il prossimo switch-off

·      campagne informative

·      percorsi condivisi.


Adiconsum chiede al Ministro Calenda e al Sottosegretario Giacomelli, come già avvenne nel precedente switch-off, di riorganizzare il CNID, ovvero  il Comitato Nazionale Italia Digitale (composto dai rappresentanti dell’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, delle Regioni, delle associazioni di Tv locali e delle emittenti nazionali, dalle piattaforme satellitari, dai fornitori di accesso a internet, dei produttori, distributori e consumatori), permettendo in tal modo agli stakeholder di collaborare alle necessarie strategie per far sì che tutto ciò avvenga nel modo più corretto possibile



 

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