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Casa: servono impianti multiservizi per internet veloce e nuove tecnologie

8 Giugno 2021

Velocità è la parola d’ordine che ci aspettiamo dalle nuove tecnologie, soprattutto quelle di comunicazione. Quante volte hai perso la pazienza perché non riuscivi a scaricare quel video che volevi vedere o quel messaggio che volevi leggere a causa di una connessione troppo lenta? Perché tutto ciò si realizzi, è necessario che vengano posati nelle nostre case i cavi in fibra ottica. Ma secondo quali linee di indirizzo le aziende possono entrare nei nostri condominii e nelle nostre case? Ecco che cosa abbiamo detto all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

La Delibera 85/21/CONS dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

In che modo le aziende che posano le reti in fibra ottica devono accedere nei condominii? Del problema si sta occupando l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) che ha messo in consultazione la Delibera 85/21/CONS indicando quali potrebbero essere le linee guida che le aziende devono rispettare per la posa delle reti in fibra ottica nel condominio.

Le osservazioni di Adiconsum alla Delibera 85/21/CONS

L’8 giugno, Adiconsum ha partecipato ad una consultazione indetta dall’AGCOM nel corso della quale ha presentato le proprie osservazioni alla Delibera.

Adiconsum ha evidenziato come la Delibera non menzioni provvedimenti legislativi che già normano gli impianti verticali multiservizi come il DPR 6 giugno 2001, n. 380 e il D.lgs 33/2016 o il più recente, in vigore dal 2015, per tutti i palazzi di nuova costruzione, per i quali c’è l’obbligo della realizzazione di impianti verticali multiservizi. Secondo quest’ultima disposizione in particolare, gli operatori possono installare la propria rete solo dal “punto di accesso” prestabilito, utilizzando poi l’impianto verticale, di proprietà del condominio, per servire i singoli appartamenti.

A tale proposito Adiconsum ha chiesto che le Linee guida contengano e dispongano i corretti comportamenti da assumere in presenza di reti verticali già realizzate a norma di legge, impedendo, ad esempio, a chi posa la fibra, di realizzare dei duplicati o addirittura di utilizzare gli impianti verticali per altri scopi. Adiconsum ha anche ribadito la necessità che, negli stabili privi di impianti multiservizi, in caso di realizzazione di impianti verticali da parte dell’operatore, quest’ultimo rilasci all’amministratore la Dichiarazione di Conformità.

Adiconsum ha poi posto più nello specifico l’accento sugli impianti verticali, sottolineando la necessità di un cambio di paradigma, sotto il profilo della funzione e della proprietà.

  • Funzione: la funzione degli impianti verticali non può essere ridotta solo a conduttori di reti di fibra ottica. Essi devono assumere un ruolo di impianti multiservizio in grado di convogliare tutte le nuove tecnologie che il futuro riserverà, in modo da renderle disponibili per gli inquilini.
  • Proprietà: la proprietà degli impianti verticali deve essere dei condomini.

Solo così potrà essere garantita la libertà di scelta dei cittadini-consumatori dei servizi digitali che vorranno utilizzare per innovare la propria abitazione.

Senza queste modifiche la Delibera che verrà approvata sarà solo un mero elenco di regole comportamentali delle aziende e degli amministratori di condominio, senza produrre alcuno slancio per una vera digitalizzazione del Paese.

Gli incentivi

Adiconsum ha infine chiesto ad AGCOM di farsi portavoce presso il Governo e il legislatore di norme che diano impulso alla trasformazione digitale prevedendo incentivi (simili al 110%) a tutti i condomini per realizzare il proprio “impianto multiservizio”, già obbligatorio per le nuove costruzioni, garantendo uguale trattamento e messa insicurezza su tutto il territorio nazionale e non limitandosi alla sola connessione in fibra, ma permettendo a tutti di potersi avvalere delle molteplici innovazioni tecnologiche che il digitale porta con sé.

 

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