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Adiconsum scrive al Governo per chiedere riconoscimento servizio pubblico della rete di ricarica

14 Febbraio 2020

MOBILITÀ ELETTRICA

Adiconsum:
Per raggiungere i 4 milioni di veicoli elettrici nel 2030,
è necessario garantire ai consumatori di ricaricare il proprio veicolo
con gli stessi standard dei servizi pubblici

Adiconsum scrive al Governo
per chiedere
il riconoscimento di “SERVIZIO PUBBLICO”
alla rete di ricarica in pubblico dei veicoli,
come già avviene per il rifornimento dei carburanti fossili

 

14 febbraio 2020 – Nel testo del PNIEC inviato a gennaio 2020 alla Commissione Europea, il Governo ha reso noto l’obiettivo del numero di auto e di furgoni elettrici che l’Italia dovrà raggiungere nel 2030: 4 milioni di veicoli. Adiconsum concorda con tale obiettivo, ma manifesta qualche preoccupazione.

I soli incentivi all’acquisto dei veicoli elettrici non bastano – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionaleOccorrerà innanzitutto sviluppare correttamente la rete di ricarica dedicata, a cominciare dalle stazioni di servizio che devono realizzare colonnine fast per la ricarica elettrica dei veicoli.

Adiconsum sostiene il diritto del consumatore di poter ricaricare il proprio veicolo elettrico in pubblico (ovvero: in luogo pubblico o privato accessibile al pubblico) con facilità e corretta fruibilità, grazie ad una rete di ricarica efficace, di qualità e rispettosa dei diritti dei cittadini – afferma Pierpaola Pietrantozzi, Segretario nazionale di AdiconsumL’esercizio di tale diritto è fondamentale per un vero sviluppo della mobilità elettrica, molto più dell’indurre i consumatori al solo acquisto del veicolo elettrico.

Adiconsum auspica che le norme che deriveranno dal PNIEC saranno adeguate agli obiettivi posti e che garantiranno anche la soluzione di due problematiche che non hanno ancora trovato spazio nei documenti del Governo, ma che invece riguardano da vicino chi utilizza i veicoli elettrici:

  1. la certezza della qualità del servizio erogato e delle tutele all’utente  da parte di chi fornisce il servizio di ricarica elettrica
  2. il prezzo dell’energia per la ricarica in pubblico deve essere a prezzi inferiori rispetto a quelli dei carburanti fossili.

Ad avviso di Adiconsum, la soluzione a queste due problematiche potrebbe venire dal riconoscimento del servizio di ricarica per i veicoli elettrici quale SERVIZIO PUBBLICO, come del resto già avviene per il rifornimento con carburanti fossili, e come definito dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 gennaio 1994 “Princìpi sull’erogazione dei servizi pubblici”:

“Ai fini della presente direttiva sono considerati servizi pubblici, anche se svolti in regime di concessione o mediante convenzione, quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla salute, all’assistenza e previdenza sociale, alla istruzione e alla libertà di comunicazione, alla libertà e alla sicurezza della persona, alla libertà di circolazione, ai sensi dell’art. 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146, e quelli di erogazione di energia elettrica, acqua e gas”.

Se veramente si vuole sviluppare la mobilità elettrica tutelando i cittadini che decidono di utilizzarla – prosegue Pietrantozzioccorre immediatamente riconoscere la rete di ricarica elettrica quale servizio di pubblica utilità e conseguentemente imporre alle aziende fornitrici di tale servizio di rispettare le norme dedicate al SERVIZIO PUBBLICO, sottoponendole al controllo degli organi a questo deputati.

Ecco perché – conclude De MasiAdiconsum ha inviato una lettera in cui chiede al Governo e ai Ministeri competenti di adoperarsi, al più presto, per colmare tale lacuna normativa e garantire, finalmente, a tutti i cittadini di passare alla mobilità elettrica con la certezza di ottenere gli stessi diritti previsti per i servizi pubblici.

 

Lettera completa – Riconoscimento di SERVIZIO PUBBLICO della rete di ricarica elettrica per i veicoli della mobilità elettrica.

 

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