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MOBILITA’ ELETTRICA: Adiconsum a ministro Patuanelli: no ritorno a motori termici. Pesanti ripercussioni anche a livello occupazionale. Consumatori/mercato auto hanno bisogno di certezze

4 Marzo 2020

MOBILITÀ ELETTRICA/SOSTENIBILE

Adiconsum:
Sorpresi dalle dichiarazioni del ministro Patuanelli sugli incentivi alle auto termiche Euro 6, in contrasto con l’impegno preso in Europa di raggiungere l’obiettivo di 4 milioni di auto elettriche nel 2030.

Adiconsum al ministro Patuanelli:
Ai consumatori e al mercato dell’auto
occorrono certezze e programmazioni definite
che guardino alla sviluppo futuro

4 marzo 2020 – Il Ministro dello sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, in un’intervista ha dichiarato di voler incentivare anche le auto con motore termico Euro 6 per svecchiare il parco auto circolante troppo inquinante e rilanciare il mercato delle auto.

Adiconsum rimane stupita da queste nuove dichiarazioni che sembrano contraddire gli impegni presi di recente con l’Europa in occasione dell’invio del PNIEC in cui l’Italia si impegna a raggiungere per il 2030 il numero di 4 milioni di auto elettriche circolanti. Impegni che hanno portato la Fiat ad annunciare un nuovo piano di assunzioni in virtù della produzione di macchine elettriche, come la nuova 500 che verrà costruita negli impianti italiani riconvertiti all’elettrico, mentre in campo europeo la Volkswagen fa sapere di uscire dal metano.

Ad avviso di Adiconsum, scelte di diverso tenore che ci riportano al passato, non renderebbero appetibile il nostro Paese per l’elettrico e lo esporrebbero all’import di auto con motore termico prodotte da altri Paesi con pesanti ripercussioni a livello occupazionale.

Il consumatore italiano – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – a causa di strategie ambientali non definitive, non sa cosa fare se vuole comprare una nuova auto e nella maggior parte dei casi preferisce rimandare l’acquisto.

Attualmente, infatti – prosegue Pierpaola Pietrantozzi, Segretario nazionale Adiconsum – sono incentivati gli acquisti di auto che al massimo emettono 70 g/km di CO2. A fronte di tali disposizioni, il consumatore che vuole sostituire una vecchia auto inquinante recepisce che le auto completamente elettriche e le ibride plug-in sono le uniche che garantiscono l’ambiente e che manterranno il proprio valore nel tempo. Ma se ora anche le Euro 6 che utilizzano carburanti fossili vengono incentivate, la confusione regna sovrana e il consumatore non comprende più  quale sia la scelta d’acquisto veramente  sostenibile.

È giusto preoccuparsi di svecchiare il parco auto, ma – continua Pietrantozzi – promuovere l’utilizzo ancora di motori fossili crea solo confusione. Le auto termiche, tra l’altro, non hanno bisogno di incentivi visto che già le case automobilistiche le propongono con altissimi sconti.

Per una corretta sostenibilità – precisa De Masi – occorrerebbe spingere la rottamazione delle vecchie auto incentivando gli abbonamenti per il trasporto pubblico, per i servizi di sharing-mobility e l’e-bike, perché tutti sappiamo che la prima necessità ambientale è ridurre il numero delle auto circolanti. Ovviamente confidiamo in un ripensamento, quanto mai celere, del Ministro.

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