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TLC: Risultati indagine Adiconsum su velocità connessioni in fibra delle varie aziende. Inviata segnalazione ad AGCOM

15 Febbraio 2022

TLC

Indagine Adiconsum sulla velocità delle connessioni in fibra:
Troppe velocità promesse, tante tecnologie usate,

poca trasparenza sui minimi garantiti

mandano in confusione il consumatore.

Adiconsum scrive ad Agcom per segnalare
la necessità di riscrivere le regole per la vendita degli abbonamenti

garantendo trasparenza e veridicità delle offerte

 

15 febbraio 2022 – Il recente lancio pubblicitario di ILIAD di un nuovo abbonamento di telefonia fissa per la connessione alla rete in fibra FTTH con una originale velocità indicata di 5Gbit/s complessivi ci ha spinto ad avviare un’indagine per verificare le informazioni pubblicitarie delle principali aziende del settore, relative alla vendita di connessioni in fibra, ponendo particolare attenzione alle velocità di connessione reclamizzate – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

L’indagine – prosegue Pierpaola Pietrantozzi, Segretario nazionale Adiconsum – ha evidenziato che, come accadde in passato per l’ADSL, i consumatori vanno in confusione, a causa delle aziende che fanno offerte puntando sulla velocità di connessione più alta dichiarando 1Gbit/s, 2.5Gbit/s, 5Gbit/s e 10Gbit/s, senza indicare, quasi sempre, il minimo garantito. Tutto ciò non permette al consumatore di fare le opportune e necessarie comparazioni fra le offerte.

Gli abbonamenti pubblicizzati – continua Mauro Vergari, Responsabile Ufficio Studi, Innovazioni e Sostenibilità di Adiconsum -, si riferiscono alla fibra FTTH, cioè la fibra ottica che arriva fino all’abitazione dell’utente. In questo caso la velocità di connessione può assumere diversi valori a seconda delle tecnologie di cablatura utilizzate (GPON, EPON e XGS-PON).

Tutte le aziende, quando reclamizzano la velocità, usano il termine “fino a…” che non chiarisce la velocità effettiva raggiungibile all’attivazione.Tutto ciò perché la vera tipologia di connessione possibile si conosce solo dopo l’individuazione dell’indirizzo dell’attivazione, dato che la cablatura non viene realizzata dal venditore dell’abbonamento.

 

A fronte di queste numerose criticità, Adiconsum chiede nuove regole che:

  •  facciano chiarezza sulle tecnologie usate
  • pongano fine ai messaggi pubblicitari confusi e fuorvianti
  • non utilizzino il termine “velocità fino a…”, che non garantisce trasparenza, ma rappresenta solo una probabilità
  • indichino sempre la velocità minima garantita, unico parametro riconosciuto da Misurainternet e che permette il reclamo per inadempienza contrattuale.

 

Adiconsum ha inviato una segnalazione alla Direzione Tutela dei Consumatori di AGCOM nella quale evidenzia la necessità di un rapido intervento per ottenere regole uguali per tutti, parametri di confronti certi e misurabili, trasparenza nella comunicazione – conclude De Masi.

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