CONTRIBUTI SCOLASTICI: ECCO TUTTA LA VERITÀ

25 Febbraio 2013

Al pari
del pagamento del canone Rai o del bollo auto, anche
quest’anno è arrivata puntuale la richiesta delle scuole alle famiglie del
pagamento del contributo scolastico. Una richiesta lecita nell’ambito
dell’autonomia scolastica, ma nella maggior parte dei casi inoltrata con
modalità non corrette adducendo: informazioni ingannevoli sull’obbligatorietà
dei contributi e il  diniego di
iscrizione degli alunni le cui famiglie si rifiutano di pagare il contributo.

 

Le
richieste di pagamento vanno dai 150 ai 300 euro a seconda della scuola, cifre
importanti per il budget delle  famiglie
già duramente provate dalla crisi, ancor più per quelle con più di un figlio in
età scolare.

 

Ma che cos’è esattamente il contributo
scolastico?

Le scuole
hanno la possibilità di richiedere alle famiglie il pagamento di un contributo
per l’arricchimento dell’offerta formativa, o a sostegno dell’attività di
laboratorio, ecc.., ma vero è che tali contributi sono “classificati” come
“erogazioni liberali” cioè volontari e non come tasse o contributi obbligatori
(v. ultima circolare sui contributi scolatici prot. 312/2012 www.istruzione.it) Pertanto
sono da considerarsi illegittime le richieste di alcune scuole che subordinano
l’iscrizione degli alunni al pagamento del contributo.

 

Adiconsum
non è contraria ai contributi quando il loro obiettivo è quello di migliorare
il servizio scolastico, ma ritiene che tale richiesta debba essere posta in
maniera corretta.

 

Consigli di Adiconsum alla famiglie su cosa
fare
:

·        
richiedere, all’atto dell’iscrizione a
scuola, l’indicazione dettagliata delle spese che dovranno sostenere per la
realizzazione delle attività inserite nel POF, a quale cifra ammonta il
“contributo volontario” e quali spese copre;

·        
in caso di versamento del contributo,
apporre sulla causale del bollettino la dicitura “erogazione liberale” per
innovazione tecnologica oppure ampliamento dell’offerta formativa o edilizia
scolastica”, in modo da detrarre la spesa sostenuta dalla Dichiarazione dei
redditi;

·        
in caso di versamento del contributo
integrale o parziale, pretendere di ricevere la rendicontazione di come sono
stati spesi i soldi con la specifica dei costi e delle attività introdotte ex
novo o implementate;

·        
In caso di “minacce” o comunque di
richieste aggressive che paventano  il
ricorso anche a società di recupero crediti, interessare le autorità
giudiziarie e, nel caso in cui tali richieste avvengano in presenza di altre
persone, il Garante per la privacy.

 

Per
informazioni e segnalazioni visitare il sito www.adiconsum.it alla voce
“scuola”, o la pagina Facebook, “Adiconsum Scuola” oppure inviare una mail a comunicazioni@adiconsum.it

 

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