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Notifiche atti della PA: busta verde addio? Ecco cosa bolle in pentola

19 Maggio 2021

L’arrivo della raccomandata con la busta verde a casa era sempre presagio di multe e sanzioni. Ora, c’è una proposta di modifica che vuole annullarla, per “semplificare” la procedura delle notifiche degli atti provenienti dalla Pubblica Amministrazione, ma chi la propone dimentica che in nome delle semplificazioni verranno meno anche alcuni diritti dei cittadini-consumatori. Vediamo quali.

La funzione della notifica di un atto

Da che mondo mondo, la notifica di un atto ha una duplice funzione:

  • avvisare il cittadino consumatore destinatario della notifica che è stato intrapreso un procedimento nei suoi confronti
  • dargli la possibilità di cominciare a mettere insieme tutte le carte per avviare un contraddittorio e mettere in piedi una strategia difensiva.

La modifica dell’art. 26 del decreto-legge 76/2020

Adiconsum è venuta a conoscenza di una proposta di modifica governativa da parte del Ministero dell’Innovazione, che in nome della semplificazione della macchina burocratica, su cui tutti siamo d’accordo, in realtà, purtroppo, se approvata, lederebbe i diritti dei consumatori.

Verrebbero infatti a verificarsi due situazioni con consumatori di serie A e di serie B, dove a farne le spese sarebbero soprattutto le fasce di popolazione più fragili.

In base alla modifica, nel caso in cui la Pubblica Amministrazione si appoggiasse alla piattaforma di PagoPA per l’invio della notifica dei propri atti e nel caso in cui il destinatario non avesse una pec o un altro indirizzo elettronico certificato, l’invio avverrebbe tramite raccomandata con avviso di ricevimento semplice e non attraverso l’invio di una doppia raccomandata e della “famigerata” busta verde, che invece rimane nel caso in cui la Pubblica Amministrazione non utilizza PagoPa per la consegna delle notifiche.

Questa modifica lederebbe i consumatori che non sono in possesso della pec e quindi le persone più anziane o gli analfabeti digitali, discriminandoli.

Inoltre, in caso di irreperibilità temporanea del destinatario, verrebbe lasciato un semplice avviso di giacenza senza alcuna indicazione del tipo di atto, non informando quindi il cittadino dell’importanza di quell’avviso e della necessità di recarsi alla posta al più presto per ritirarlo. In caso di irreperibilità assoluta l’atto verrebbe rispedito al mittente, non permettendo al cittadino-consumatore di venire a conoscenza dell’apertura del procedimento, non potendo presentare la documentazione in sua difesa per tempo e così via.

Del resto, molte sono le sentenze della Corte Costituzionale che si sono pronunciate evidenziando il diritto del consumatore ad essere messo nella condizione di conoscere il contenuto dell’atto e l’oggetto della procedura instaurata nei suoi confronti con l’ordinaria diligenza e senza dover condurre ricerche complesse.

Qualora venisse approvata tale proposta Adiconsum  si attiverà per contrastare il decreto, nella parte in cui lede il diritto di difesa ed azione dei cittadini-consumatori, nelle sedi opportune. 

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