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Povertà energetica: strategie per ridurla in condominio e in case indipendenti

29 Marzo 2021

Adiconsum ha realizzato, insieme al Coordinamento FREE, di cui è socio, uno Studio di fattibilità su alcune situazioni di povertà energetica in Italia.

Lo Studio

Lo Studio, condotto per il progetto europeo “STEP-IN –  Laboratori dal vivo per lo sviluppo di strategie sostenibili per la povertà energetica”, che rientra nel Programma “Horizon 2020 Energy Efficiency”, illustra una serie di proposte pratiche su come affrontare e superare il problema della povertà energetica, con valutazione dei costi-benefici e quantificazione sia del risparmio economico o del maggior comfort conseguibile dalla famiglia in situazione di povertà energetica sia il costo dell’investimento necessario e i tempi di recupero in base alla soluzione applicata.

I casi presi in esame

Secondo i dati dell’Eurostat nel nostro Paese il 52,6% della popolazione vive in appartamenti e il 47,2% in case unifamiliari. Circa 1.06 milioni di famiglie in povertà energetica vivono in case unifamiliari e 1,18 milioni in appartamenti. Il 45% delle famiglie in tale condizione vive in case di dimensioni medie tra i 71 e i 100 mq. Partendo da questi dati, lo studio Adiconsum/Coordinamento Free, ha preso in esame due diverse condizioni abitative:

  • casa singola indipendente di 90 mq e classe energetica E-D
  • condominio di 10 appartamenti di 70 mq ciascuno, di classe energetica E-D.

Come ridurre la povertà energetica in una casa indipendente di 90 mq

Lo studio rileva tra i seguenti interventi di efficientamento:

  • sostituzione della caldaia tradizionale con pompe di calore ad alto rendimento
  • installazione di un impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo di energia con batterie al litio per massimizzare l’autoconsumo. Tale soluzione è più economica ridettò al cappotto termico.

Il costo degli interventi suproposti è di 30.000 euro

Il risparmio economico è pari all’85%.

Come ridurre la povertà energetica in un condominio di 10 appartamenti

Lo Studio rileva i seguenti interventi:

  • installazione di pompe di calore in ogni appartamento
  • utilizzo di elettrodomestici a basso consumo
  • cappotto termico per l’intero condominio
  • costituzione di una struttura di autoconsumo collettivo.

Il costo degli interventi suproposti è di 30.000 euro

Il risparmio economico è pari al 70%.

Conclusioni

Lo studio Adiconsum/Coordinamento Free rivela che applicare tali interventi a circa 2 milioni di famiglie richiederebbe una spesa complessiva di circa 60 miliardi di euro. Considerando che il “Decreto Rilancio”  ha sbloccato circa 55 miliardi di euro e che il Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (PNRR) che l’Italia deve presentare all’Unione europea ne prevede circa 30 tra Superbonus 110% e programmi per efficienza e sicurezza degli edifici pubblici.

Lo strumento è una grande risorsa, ma manca di target. Le detrazioni valgono infatti per tutti indipendentemente dal reddito o dalla situazione energetica. I fondi a disposizione dovrebbero essere utilizzati solo per contrastare la povertà energetica con prestiti a tasso agevolato o a tasso zero.

Sarebbe poi utile che il sistema degli incentivi fosse accompagnato dal sistema delle comunità energetiche dove chi produce più di quello che consuma può cederlo a chi è in difficoltà o a chi è preclusa questa possibilità. 

Rivedi qui la Conferenza internazionale del progetto STEP-IN

Il diritto ad un equo accesso all’energia.
Far ripartire le economie senza lasciare indietro chi è in povertà energetica

Per le slides, clicca qui

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